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	<title>Rifondazione Comunista - Comitato regionale ligure</title>
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		<title>Piano casa e vincolo alberghiero: falsa partenza</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 18:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Benzi]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Piano casa]]></category>

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		<description><![CDATA[La Liguria non può più cedere un solo metro quadrato alla  speculazione edilizia&#8220;. Con questa affermazione si è insediato pochi giorni fa il Presidente Burlando. Stupiscono pertanto le recenti  dichiarazioni dei neo assessori all&#8217;urbanistica, Marylin Fusco, e al  turismo, Angelo Berlangieri, che rischiano di segnare una rottura a  sinistra e con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La Liguria non può più cedere un solo metro quadrato alla  speculazione edilizia</em>&#8220;. Con questa affermazione si è insediato pochi giorni fa il Presidente Burlando. Stupiscono pertanto le recenti  dichiarazioni dei neo assessori all&#8217;urbanistica, Marylin Fusco, e al  turismo, Angelo Berlangieri, che rischiano di segnare una rottura a  sinistra e con il mondo ambientalista, mettendo in discussione  l&#8217;equilibrio tra la necessità di tutela del territorio e le esigenze  della popolazione ligure, sapientemente trovato dalla maggioranza che ha  governato nei cinque anni precedenti.<span id="more-425"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Deregolamentare ulteriormente le leggi sul &#8220;Piano casa&#8221; e  sulle strutture turistiche ricettive, significa nella realtà avviare  una nuova stagione di speculazione edilizia e di ulteriore aggressione  del nostro territorio già martoriato e segnato dal dissesto  idrogeologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Stupisce inoltre che a tutela degli abusi edilizi &#8211; proponendo la  possibilità di ampliamenti anche alle abitazioni condonate &#8211; si pronunci  un&#8217;assessore che fa parte di un partito (IDV) che ha fatto della  legalità la principale discriminante politica. Qui non si tratta di  &#8220;chiudere un occhio&#8221; su qualche veranda, bensì di aprire un varco per  premiare chi ha &#8220;furbescamente&#8221; aggirato la legge, edificando  illegalmente, sapendo che prima o poi avrebbe sanato con i condoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice, infine, di estendere questa normativa anche alle attività  produttive. Così facendo si espropriano i comuni della loro attività  pianificatoria; senza contare che in una situazione di crisi economica  come l&#8217;attuale, di fronte a richieste di incrementi di attività  produttive, ogni  sindaco farebbe ponti d&#8217;oro. Il problema semmai, se si vogliono tutelare  le attività produttive, è quello di impedire che prosegua la  trasformazione di aree produttive in aree edificabili. Così come, se si  vuole rilanciare l&#8217;economia turistica, occorre preservare le strutture  ricettive e mettere la parola fine alla speculazione edilizia.</p>
<p style="text-align: justify;">ALESSANDRO BENZI</p>
<p style="text-align: justify;">GIACOMO CONTI</p>
<p style="text-align: justify;">22 Maggio 2010</p>
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		<title>Addio ad Edoardo Sanguineti, poeta e compagno</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 17:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Sanguineti]]></category>

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		<description><![CDATA[Edoardo Sanguineti rappresenta oltre cinquant’anni di poesia, di passione sociale e politica. Con lui se ne va il dinamismo dei versi che intendeva sempre rappresentare quella “ideologia” che era, per lui, l’anima del mondo e del momento passato, presente e futuro da vivere costantemente.
Per Sanguineti “la poesia non è una cosa morta, ma vive una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Edoardo Sanguineti rappresenta oltre cinquant’anni di poesia, di passione sociale e politica. Con lui se ne va il dinamismo dei versi che intendeva sempre rappresentare quella “ideologia” che era, per lui, l’anima del mondo e del momento passato, presente e futuro da vivere costantemente.<br />
Per Sanguineti “la poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina”, una vita che lui ha riempito di valori, di vicinanza alle ragioni dei più deboli, di quelli che lui, cocciutamente, continuava a definire come “proletari”, moderni soggetti di una propensione alla ribellione, al dinamismo dei diritti contro l’abitudine alle <span id="more-421"></span>consuetudini del potere. La sua anima poetica era tutt’una con quella dedizione al sociale che non lo ha mai visto allontanarsi dalle forze della sinistra che lo candidarono alle Primarie genovesi del 2007 in occasione dell’elezione del nuovo sindaco.<br />
Rifondazione Comunista lo saluta con grandissima commozione e lo ricorda con queste sue bellissime parole, sintesi di una bella vita spesa per la cultura come fondamento per la costruzione di una società al di fuori del profitto e dei privilegi: “Viviamo in un mondo interconnesso, in cui anche i problemi piccoli dipendono da quelli filosofici, e quelli locali dal resto del mondo”.</p>
<p>Rifondazione Comunista<br />
Segreteria regionale ligure</p>
<p>18 Maggio 2010</p>
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		<title>Noi stiamo con Emergency!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 09:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arresto dei tre medici di  Emergency , le inaudite dichiarazioni di   esponenti della maggioranza e del governo contro l’organizzazione   umanitaria, dimostrano che si vuole eliminare ogni testimone dalla   guerra sporca che si sta svolgendo in Afghanistan.
Il ministro Frattini ha affermato che se le accuse ad Emergency fossero  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’arresto dei tre medici di  Emergency , le inaudite dichiarazioni di   esponenti della maggioranza e del governo contro l’organizzazione   umanitaria, dimostrano che si vuole eliminare ogni testimone dalla   guerra sporca che si sta svolgendo in Afghanistan.<br />
Il ministro Frattini ha affermato che se le accuse ad Emergency fossero   vere da italiano si vergognerebbe . Ci permettiamo di domandare al   Ministro : perché si vergogna di tre medici che curano tutte le vittime   della guerra e non spende una parola di sdegno quando le truppe Nato,  di  cui i militari italiani fanno parte, massacrano civili?  <span id="more-417"></span><br />
Il governo italiano brucia 2 milioni di euro al giorno per sostenere un   governo come quello Karzai, fondato sulla frode elettorale, la   corruzione e la gestione dei signori della guerra del mercato   dell’oppio. Allo stesso tempo si scaglia inopinatamente contro la parte   migliore del nostro Paese che salva in quelle zone il buon nome   dell’Italia infangato dalla nostra partecipazione alla guerra. Mentre   rinnoviamo la richiesta al governo di pretendere l’immediato rilascio   dei tre medici arrestati, ci uniamo all’appello di Gino Strada rivolto   ai cittadini e alle cittadine affinché  sottoscrivano la solidarietà ad   Emergency sul sito dell’organizzazione (<a href="http://www.emergency.it/">www.emergency.it)</a>. L’Italia che   ripudia la guerra alzi la voce, fermi questa vergogna.</p>
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		<title>Il CPN: Rafforzare la FdS, unità contro le destre, consolidamento di Rifondazione</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 12:13:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dal Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato politico nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 10 e domenica 11 si è riunito a Roma il Comitato Politico  Nazionale del Prc, convocato per esaminare l’esito delle elezioni  amministrative e la conseguente iniziativa politica da intraprendere per  il prossimo futuro.  Il parlamentino del Prc ha approvato a larga maggioranza (con 87 voti a  favore e 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Sabato 10 e domenica 11 si è riunito a Roma il Comitato Politico  Nazionale del Prc, convocato per esaminare l’esito delle elezioni  amministrative e la conseguente iniziativa politica da intraprendere per  il prossimo futuro.  Il parlamentino del Prc ha approvato a larga maggioranza (con 87 voti a  favore e 16 astenuti) il documento proposto dalla segreteria nazionale  riportato qui di seguito e che, sulla base delle valutazioni relative  alla fase politica, indica quattro “punti fondamentali” di intervento e  impegno: unità della forze di sinistra e costruzione in quest’ambito  della Federazione della sinistra, azione comune di tutte le opposizioni  contro il governo dando seguito alla manifestazione del 13 marzo,  alleanza elettorale per battere Berlusconi e ricostruire un sistema  proporzionale, consolidamento del partito.<span id="more-414"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato elettorale delle amministrative</p>
<p>Le elezioni  regionali del 28 e 29 marzo ci consegnano un risultato politico segnato  in primo luogo dal consistente aumento dell’astensione. Questo dato ci  parla di un distacco tra paese reale e sistema istituzionale che è il  frutto di almeno due processi. In primo luogo la decisa riduzione del  numero dei votanti che è cominciata in Italia con l’introduzione dei  sistemi elettorali bipolari. La tanto magnificata “semplificazione  politica” ha portato in realtà ad un distacco tra paese reale ed  istituzioni che è il primo fattore di corruzione della democrazia  repubblicana così come è stata costruita in seguito alla lotta di  Liberazione. Su questa dinamica di medio periodo se ne è innestata  un’altra legata direttamente alle politiche messe in campo dal governo.  Di fronte ad una crisi economica che coinvolge direttamente milioni di  famiglie e che ha modificato l’orizzonte esistenziale del paese  aggravando  pesantemente l’incertezza sociale e la paura nel futuro, la  politica nel suo complesso non ha dato alcuna risposta. Non l’ha data il  governo, non l’ha dato sin’ora l’opposizione. Di fronte ad un universo  della politica che ha “parlato d’altro” è aumentata la solitudine delle  persone e la sfiducia che la politica possa essere uno strumento  efficace attraverso cui far fronte all’incertezza della crisi.</p>
<p>Rafforzamento  della destra e del suo progetto politico e sociale</p>
<p>In questo  contesto, nonostante la perdita di voti che ha caratterizzato il  risultato del Popolo delle Libertà ma non della Lega Nord, il governo ne  esce rafforzato così come l’asse politico tra Lega e Berlusconi. Questo  rafforzamento – certo non privo di contraddizioni – oltre a garantire  la prosecuzione del governo, determinerà un salto di qualità nella  modifica degli assetti democratici e sociali del paese. Tutte le  dinamiche sin qui messe in campo dall’esecutivo verranno potenziate ed  accelerate. Da un lato ci troviamo di fronte ad una vera e propria  emergenza democratica – caratterizzata pesantemente dall’attacco alla  libertà di informazione – in cui nelle proposte dell’esecutivo,  l’attacco all’indipendenza della magistratura si salda ad una proposta  di presidenzialismo senza vincoli e di federalismo egoista. E’ del tutto  evidente che l’obiettivo di legislatura del governo Bossi Berlusconi è  quello di scardinare l’impianto costituzionale del Paese demolendo sia  sul piano istituzionale sia sociale il bilanciamento dei poteri proprio  della lettera e dello spirito costituzionale.</p>
<p>Questa offensiva  sul piano democratico si salda infatti con una offensiva sul piano  sociale che punta a smantellare l’intero impianto di diritti e garanzie  sociali al fine di poter scaricare sugli strati popolari i costi di una  crisi economica che non sarà breve. Sotto attacco vi è il sindacato di  classe, il diritto alla contrattazione collettiva e il welfare così come  l’abbiamo conosciuto. Il complesso di queste misure vedrà una decisa  accelerazione nei prossimi mesi in virtù di un contemporaneo processo di  riduzione della spesa sociale già più volte annunciata – a partire  dall’ulteriore attacco alle pensioni – dell’ulteriore precarizzazione  del lavoro e dell’attuazione del federalismo. Un attacco complessivo  che, mettendo in discussione i diritti, mina alla radice ogni elemento  di solidarietà sociale.</p>
<p>L’attacco alla democrazia formale e  sostanziale del paese si salda al tentativo di imbavagliare  l’informazione e alla produzione di culture reazionarie che vedono nel  razzismo, nel patriarcato, nell’omofobia e nel darwinismo sociale i  propri elementi caratterizzanti. Il risultato delle elezioni apre quindi  la strada ad  un tentativo di modificare negativamente e  strutturalmente i rapporti di forza tra le classi, dentro un processo di  gestione autoritaria della frantumazione del conflitto sociale e di  imbarbarimento delle culture che regolano le relazioni sociali.</p>
<p>Assenza  dell’opposizione</p>
<p>L’incapacità delle opposizioni di intercettare  il crescente disagio sociale è segno della crisi strategica del centro  sinistra, della debolezza della sinistra ed è all’origine  dell’incapacità di utilizzare la scadenza elettorale per mettere in  difficoltà il governo. Non solo, il risultato elettorale ha riaperto una  conflitto interno al Partito democratico che invece di interrogarsi sui  nodi del rapporto con la società vede riproporre dalla parte uscita  sconfitta dal Congresso il tema del bipartitismo che già tanti danni ha  fatto.</p>
<p>Il punto è che è mancata in questi due anni una seria e  continuativa opposizione al governo Berlusconi. Ad una organicità di  impianto dell’offensiva delle destre si è risposto in modo puntiforme  senza costruire mai una risposta complessiva e una piattaforma  complessivamente alternativa. A questo concorrono molti fattori, primo  fra tutti una impostazione delle forze del centrosinistra che rimane  sostanzialmente interna al paradigma neoliberista e quindi incapace di  prospettare una coerente via di uscita a sinistra dalla crisi economica.  Le diverse iniziative di mobilitazione promosse da Cgil, sindacati di  base,  forze della società civile o dalle stesse forze di opposizione  sono rimaste episodi isolati che non hanno costituito un processo  identificante di costruzione dell’alternativa.</p>
<p>Esigenza di un  salto qualità a sinistra</p>
<p>A sinistra, in un difficilissimo  contesto caratterizzato dalla censura mediatica, la Federazione ha visto  una riduzione dei consensi – pur con risultati assai diversi da  territorio a territorio – che segnala da un lato le difficoltà a far  fronte alla dinamica del “voto utile” e dall’altro il diverso grado di  radicamento e di efficacia del lavoro politico sui territori . Il  risultato del voto, se da un lato ci permette la prosecuzione del nostro  progetto politico, dall’altra ci pone la necessità di un deciso salto  di qualità nell’iniziativa politica. La nostra azione,  finalizzata alla  costruzione di un polo di sinistra alternativa, autonomo dal  centrosinistra, può e deve avere un salto di qualità. Abbiamo dinnanzi a  noi alcuni anni prima di una nuova tornata elettorale generale,  dobbiamo utilizzare bene questo tempo, per affinare e rafforzare il  nostro lavoro e il nostro progetto politico.</p>
<p>I punti   fondamentali su cui operare un salto di qualità sono i seguenti.</p>
<p>1  – Unità delle sinistre e costruzione della Federazione</p>
<p>In primo  luogo proponiamo di lavorare da subito e con determinazione all’unità  delle forze della sinistra di alternativa. Le elezioni così come la  presenza nei conflitti sociali, evidenziano come il peso delle forze a  sinistra del Pd non sia per nulla irrilevante anche se oggi è assai  frammentato e privo di rappresentanza parlamentare. L’esperienza  elettorale delle Marche di unità tra Federazione della Sinistra e Sel –  che noi avremmo voluto praticare anche in Lombardia e in Campania – così  come le positive esperienze di “biciclette” tra la Federazione della  Sinistra e i Verdi e gli accordi realizzati con altre forze della  sinistra antagonista, ci parlano in modo embrionale di una forte  potenzialità per una sinistra autonoma dal centro sinistra. Proponiamo  di aggregare questo campo di forze per unire la sinistra – dentro e  fuori i partiti – imparando dai compagni e dalle compagne della Linke,  del Front de Gauche, dell’America Latina che a partire dall’opposizione  al neoliberismo hanno saputo costruire una sinistra plurale, federata,  popolare.</p>
<p>Mettere al centro la democrazia partecipata contro ogni  forma di plebiscitarismo è la condizione per costruire una alternativa  sul piano sociale, politico e culturale. Oggi nessuna forma in cui si  organizza l’attività politica è esaustiva della stessa: partiti,  sindacati, comitati, associazioni, aggregazioni sulla rete, sono tutte  forme parziali e non esiste una palingenesi a portata di mano. Occorre  quindi tessere e federare, cucire legami politici nel pieno rispetto  della dignità di ognuno e di ogni esperienza. Proponiamo quindi a tutta  la sinistra di aprire un percorso di confronto e di unità che sappia  ricostruire la speranza e il senso della lotta.</p>
<p>In questo quadro  di lavoro per l’unità delle forze della sinistra di alternativa,  autonoma dal Pd, decisivo è un salto di qualità nel processo di  costruzione della federazione della Sinistra. Ad oggi in molti territori  la federazione ancora non esiste e generalmente stenta a presentarsi  con un profilo unitario di proposta politica. Così come solo in poche  situazioni la Federazione ha saputo sin’ora aprirsi ai soggetti presenti  sui territori. Non si può rimanere in mezzo al guado ma si tratta al  contrario di accelerare questo processo costruendo in ogni territorio le  strutture unitarie con la più grande attenzione a coinvolgere e rendere  protagonisti del processo tutti i soggetti politici, sociali e  associativi disponibili. Si tratta quindi di dar corso immediatamente a  quanto deciso e previsto dai documenti politici e organizzativi della  Federazione, dando vita ad un vero processo costituente che ci permetta  di arrivare entro i tempi previsti al Congresso di varo definitivo della  Federazione come soggetto autonomo dal centrosinistra e che persegue  l’obiettivo strategico di fuoriuscita dal bipolarismo. Costruire la  Federazione e costruirla come spazio politico aperto della sinistra è un  punto decisivo su cui dobbiamo essere impegnati sin dalle prossime  settimane. Si da mandato alla Direzione Nazionale di fare in tempi  rapidi una valutazione del processo di costruzione della Federazione  della Sinistra.</p>
<p>2 – Impegno unitario contro le destre sul  piano sociale (dar seguito a 13 marzo)</p>
<p>In secondo luogo occorre  fare un salto di qualità nell’azione politica al fine di sconfiggere  questa incivile azione governativa. Le destre non si sconfiggono oggi  nel cielo delle alchimie politiche ma nella società. Non si sconfiggono  agitando il tema dell’alternativa di governo ma operando concretamente  per fermare l’offensiva messa in atto del governo per scaricare i costi  della crisi sugli strati popolari. Senza la consapevole costruzione di  un movimento di opposizione non si sedimenteranno nuove adesioni e  passioni, non si romperà la solitudine con cui vengono vissuti i drammi  occupazionali e il disagio sociale, non si riconquisteranno energie per  il cambiamento. In questi due anni l’opposizione non ha vissuto nella  società. Le manifestazioni e gli scioperi fatti non sono sufficienti.</p>
<p>Per  questo il cambio di passo è obbligatorio. Questo deve vedere l’impegno  in prima persona del Partito della Rifondazione Comunista e della  Federazione della Sinistra, ampliando su tutto il territorio le  iniziative sin ora intraprese di sostegno alle lotte, di coordinamento  delle stesse, di costruzione dei comitati contro la crisi e di  costruzione di quello che abbiamo chiamato il partito sociale.</p>
<p>Questo  nostro impegno in prima persona, che va rafforzato ed esteso e deve  caratterizzare l’iniziativa politica di tutto il partito, non è però  sufficiente. Proponiamo pertanto a tutte le forze che hanno promosso  l’iniziativa del 13 marzo e a tutte le forze sociali e politiche  disponibili di dare seguito a quell’appuntamento, di concordare alcuni  obiettivi chiari sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla  lotta alla precarietà,  sulle politiche economiche e ambientali, sui  diritti civili, per determinare una mobilitazione duratura nel paese.  Proponiamo una prima mobilitazione unitaria di tutte le forze di  opposizione contro la manomissione dell’articolo 18 e dei diritti del  lavoro. Proponiamo inoltre un impegno comune ed unitario di tutta  l’opposizione per costruire una campagna referendaria. Innanzitutto  proponiamo che tutte le forze di opposizione sostengano i referendum  contro la privatizzazione dell’acqua pubblica promosso dai Comitati.  Proponiamo inoltre alle forze sociali e politiche di promuovere  unitariamente referendum contro il nucleare, contro la precarietà,   legge 30, per la democrazia sui luoghi di lavoro.</p>
<p>Un impegno  unitario in questa direzione permetterebbe di sbloccare l’attuale  situazione. Ci permetterebbe di ricostruire quel clima che da Genova nel  2001, passando per la mobilitazione della Cgil sull’articolo 18, per il  movimento antirazzista a contro la guerra, costruì le condizioni per  sconfiggere il governo Berlusconi nelle elezioni del 2006. Per poter  sconfiggere Berlusconi nelle urne – obiettivo che tutti quanti  condividiamo – dobbiamo prima metterlo in crisi nel suo rapporto con la  società,  Dobbiamo cioè costruire l’opposizione.</p>
<p>3- Alleanza  elettorale contro destre per difesa democrazia e proporzionale</p>
<p>In  terzo luogo avanziamo a tutte le forze disponibili la proposta di  alleanza elettorale contro Berlusconi sulla base della difesa della  democrazia, della Costituzione e della ricostruzione di un sistema  elettorale proporzionale.</p>
<p>Si tratta di indicare con chiarezza la  necessità di sconfiggere Berlusconi sul piano sociale come su quello  istituzionale, denunciando come l’attuale assetto istituzionale bipolare  sia funzionale alla derubricazione dall’agenda politica del tema  dell’alternativa ed alla gestione delle politiche economiche all’interno  delle compatibilità dettate dai poteri forti. La proposta di alleanza  finalizzata alla sconfitta di Berlusconi si deve quindi intrecciare ad  una campagna di massa contro il bipolarismo per porre le basi di un  superamento della Seconda repubblica.</p>
<p>4- Consolidamento  Rifondazione comunista</p>
<p>Ultimo ma non meno importante, al fine di  realizzare il nostro progetto politico è necessario operare per il  consolidamento di Rifondazione Comunista. Nell’ultimo anno l’attività  politica del Partito è ripresa e ha determinato sia un consolidamento  organizzativo sia una significativa produzione di esperienze di presenza  nella costruzione del conflitto e della solidarietà sociale. Si tratta  però di fare un salto di qualità che permetta da un lato di  generalizzare le buone pratiche sociali, dall’altro di mettere mano agli  elementi di debolezza per rilanciare il progetto della rifondazione  comunista e per rendere il nostro partito più efficace nella costruzione  di una uscita dal capitalismo in crisi.</p>
<p>a) In particolare, si  tratta di migliorare la qualità del nostro lavoro politico nell’ambito  della costruzione di un nuovo movimento operaio generalizzando le  pratiche di costruzione di un efficace lavoro di massa. Occorre operare –  in un quadro unitario – per diventare punto di riferimento della  riorganizzazione del conflitto sociale sviluppando e rendendo patrimonio  di tutto il partito le pratiche sociali di solidarietà e conflitto.</p>
<p>b)  In secondo luogo si tratta di curare il nostro funzionamento  organizzativo ed in particolare gli aspetti della nostra comunicazione  con l’esterno. E’ del tutto evidente che l’oscuramento mediatico che  subiamo è destinato a durare. Si tratta di fare quindi un deciso salto  di qualità nella nostra capacità di comunicare e di rendere protagonisti  nella costruzione della nostra iniziativa politica coloro con cui  veniamo in contatto. A tal fine, oltre ad impegnare il partito in un  serio lavoro di promozione del giornale e della rivista si tratta di  potenziare decisamente il settore della comunicazione interattiva.</p>
<p>c)  In terzo luogo si tratta di riaprire una discussione sul terreno della  rifondazione comunista mettendo a valore le relazioni che abbiamo con il  mondo dell’intellettualità interessato a questa prospettiva. Il  significativo aumento del lavoro politico non ha corrisposto ad una  capacità nella produzione di una nuova narrazione, di un nuovo  immaginario di cosa vuol dire la proposta della rifondazione comunista  oggi. Anche su questo terreno dobbiamo compiere un deciso salto di  qualità che ci permetta di dispiegare a pieno il nostro progetto  politico.</p>
<p>Il Cpn chiede alle strutture del Partito di discutere  questo documento e da mandato alla Direzione Nazionale di fare entro il  mese di aprile un piano di lavoro politico per i prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">COMITATO POLITICO NAZIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA</p>
<p style="text-align: justify;">11 Aprile 2010</p>
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		<title>Unità a sinistra e opposizione</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 10:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[La delusione delle aspettative riposte nel voto delle regionali è forte.  L&#8217;oltranzismo eversivo di una destra che attacca la democrazia e il  lavoro, gli scandali continui e le divisioni interne, la disoccupazione e  il disagio sociale crescente, non hanno prodotto la sconfitta di questa  destra. Siamo ancora dentro la fase politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La delusione delle aspettative riposte nel voto delle regionali è forte.  L&#8217;oltranzismo eversivo di una destra che attacca la democrazia e il  lavoro, gli scandali continui e le divisioni interne, la disoccupazione e  il disagio sociale crescente, non hanno prodotto la sconfitta di questa  destra. Siamo ancora dentro la fase politica segnata dalle elezioni del  2008, e dalla delusione dell&#8217;esperienza di governo dell&#8217;Unione. In  Italia non soffia dunque il vento della Francia. L&#8217;astensionismo si  spalma su tutti i partiti.<br />
L&#8217;erosione di consensi che pure la destra registra nonostante la  crescita in valore percentuale della Lega, non impedisce la conquista <span id="more-411"></span>di  nuove regioni. Anche se va ricordato che se non fossimo in presenza di  un sistema maggioritario, Berlusconi non avrebbe la maggioranza in  Parlamento.<br />
Si rafforza l&#8217;asse tra Berlusconi e la Lega Nord dentro un esito  complessivo che stabilizza il governo. Gli scenari che si aprono sono  assai bui. È evidente l&#8217;offensiva che si rischia su tutti i fronti:  quello istituzionale, in particolare di uno scardinamento costituzionale  che intreccia presidenzialismo, federalismo egoista e rottura del  bilanciamento dei poteri. Quello sociale, dove il governo cercherà di  scaricare i costi della crisi e del debito nel pesante attacco alle  pensioni e al welfare. Proseguirà l&#8217;aggressione contro il lavoro e il  sindacalismo di classe, con il disegno di usare la crisi per modificare  in senso regressivo l&#8217;insieme dei rapporti di forza sociali e  smantellare il contratto nazionale con un salto di qualità della  precarizzazione e della polverizzazione dei rapporti di lavoro. Sul  piano delle culture politiche, assistiamo a un perverso intreccio tra  ideologie sessiste di origine vaticana, razzismo ed esaltazione dei  ricchi che diventa ogni giorno di più pratica di governo.</p>
<p>Il primo problema che ci dobbiamo porre è quindi di sconfiggere questa  incivile azione governativa. La prima considerazione è che le destre non  si sconfiggono oggi nel cielo delle alchimie politiche ma nella  società. Senza la consapevole costruzione di un movimento di opposizione  non si sedimenteranno nuove adesioni e passioni, non si romperà la  solitudine con cui vengono vissuti i drammi occupazionali e il disagio  sociale, non si riconquisteranno energie per il cambiamento. In questi  due anni l&#8217;opposizione non ha vissuto nella società. Le manifestazioni e  gli scioperi fatti non sono sufficienti. Per questo il cambio di passo è  obbligatorio. La proposta che abbiamo avanzato il 13 marzo di dare  seguito a quell&#8217;appuntamento, di concordare alcuni obiettivi chiari  sulla redistribuzione del reddito e del lavoro, sulla lotta alla  precarietà, sulle politiche economiche e ambientali, sui diritti civili,  per determinare una mobilitazione duratura nel paese, è oggi tanto più  necessaria. L&#8217;obiettivo di una prima mobilitazione unitaria di tutte le  forze di opposizione contro la manomissione dell&#8217;articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori e dei diritti del lavoro, avanzata ieri da  Vendola sul manifesto è la stessa che abbiamo proposto come Federazione  della Sinistra a tutti i partiti che hanno indetto la mobilitazione del  13 e proponiamo di perseguirla con tenacia. Come torniamo ad avanzare  l&#8217;obiettivo di un impegno comune e unitario di tutta l&#8217;opposizione per  costruire una primavera refendaria che sostenga il referendum promosso  dai comitati per l&#8217;acqua pubblica, promuova unitariamente referendum  contro il nucleare, contro la precarietà e la legge 30.<br />
Un impegno unitario in questa direzione permetterebbe di sbloccare  l&#8217;attuale situazione. Ci permetterebbe di ricostruire quel clima che da  Genova nel 2001, passando per la mobilitazione della Cgil sull&#8217;articolo  18, per il movimento antirazzista e contro la guerra, costruì le  condizioni per sconfiggere il governo Berlusconi nelle elezioni del  2006. Per poter sconfiggere Berlusconi nelle urne &#8211; obiettivo che tutti  quanti condividiamo &#8211; dobbiamo prima metterlo in crisi nel suo rapporto  con la società, dobbiamo incrinare il suo blocco sociale, dobbiamo  costruire l&#8217;opposizione.<br />
In questo quadro proponiamo di lavorare da subito all&#8217;unità delle forze  della sinistra. Le elezioni evidenziano come il peso delle forze a  sinistra del Pd non sia per nulla irrilevante anche se oggi è assai  frammentato e privo di rappresentanza palamentare. L&#8217;esperienza  elettorale delle Marche di unità tra Federazione della Sinistra e SeL &#8211;  che noi avremo voluto praticare anche in Lombardia e in Campania &#8211; ci  parla in modo embrionale di una forte potenzialità per una sinistra  autonoma dal Partito democratico. Noi della Federazione proponiamo di  aggregare questo campo di forze per unire la sinistra &#8211; dentro e fuori i  partiti &#8211; imparando dai compagni e dalle compagne dell&#8217;America Latina  che a partire dall&#8217;opposizione al neoliberismo hanno saputo costruire  una sinistra plurale, federata, popolare. Mettere al centro la  democrazia partecipata contro ogni forma di plebiscitarismo è la  condizione per costruire un&#8217;alternativa sul piano sociale, politico e  culturale. Oggi nessuna forma in cui si organizza l&#8217;attività politica è  esaustiva della stessa: partiti, sindacati, comitati, associazioni,  aggregazioni sulla rete, sono tutte forme parziali e non esiste una  palingenesi a portata di mano. Occorre quindi tessere e federare, cucire  legami politici nel pieno rispetto della dignità di ognuno e di ogni  esperienza. Proponiamo quindi a tutta la sinistra di aprire un percorso  di confronto e di unità che sappia ricostruire la speranza e il senso  della lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">PAOLO FERRERO<br />
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista<br />
Pportavoce della Federazione della Sinistra</p>
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		<title>Savona :: La FdS e la guerra dei manifesti del PDL</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 11:00:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato agli organi di stampa
Nei giorni scorsi abbiamo segnalato ad un candidato del PDL che gli  spazi di propaganda diretta ed indiretta della Federazione della  Sinistra erano sistematicamente coperti da manifesti che non avevano  alcun titolo per essere affissi sui numeri 5 della diretta savonese e 6  dell&#8217;indirietta provinciale savonese.
Constatiamo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Comunicato agli organi di stampa</em><br />
Nei giorni scorsi abbiamo segnalato ad un candidato del PDL che gli  spazi di propaganda diretta ed indiretta della Federazione della  Sinistra erano sistematicamente coperti da manifesti che non avevano  alcun titolo per essere affissi sui numeri 5 della diretta savonese e 6  dell&#8217;indirietta provinciale savonese.<br />
Constatiamo che la nostra richiesta di evitare che manifesti del PDL  fossero nuovamente affissi negli spazi della Federazione della Sinistra è  stata disattesa ripetutamente e, pertanto, non ci resta che ricorrere  ad una denuncia oggi stesso per tutelare il sacrosanto diritto della FdS  a poter svolgere la propria campagna comunicativa elettorale secondo  quanto stabilito dai sorteggi e dalle assegnazioni effettuate dal Comune  di Savona e dalla Commissione elettorale provinciale.<span id="more-407"></span><br />
La guerra dei candidati del PDL per un seggio al Consiglio regionale si  svolga pure, ma negli spazi assegnati al PDL e non a quelli di altre  formazioni politiche. Questo esplicito disinteresse per il rispetto  delle regole si mostra in tutta la sua evidenza anche in questi episodi  che, senza tenere in alcun conto il diritto di ciascuno, calpesta il  diritto di tutti a poter proseguire, in questi ultimi giorni, in una  campagna elettorale che, per quanto ci riguarda, ci ha visto &#8211; nella  consuetudine &#8211; osservare l&#8217;assoluta aderenza alle regole di confine tra  le reciproche libertà.</p>
<p>FEDERAZIONE DELLA SINISTRA<br />
Savona</p>
<p>24 Marzo 2010</p>
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		<title>La Spezia :: Storie di compagni: la passione di Clelio</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 18:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[La Spezia]]></category>
		<category><![CDATA[Clelio Barbieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Ti accoglie nella sede di Rifondazione Comunista con un sorriso largo così e bastano poche battute per scalfire la sua iniziale timidezza di «persona semplice», come si definisce dal primo momento. Clelio Barbieri, classe 1927, è il «decano» dei candidati alle elezioni e ancora oggi, a 83 anni suonati, dà una mano al partito divertendosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ti accoglie nella sede di Rifondazione Comunista con un sorriso largo così e bastano poche battute per scalfire la sua iniziale timidezza di «persona semplice», come si definisce dal primo momento.<strong> Clelio Barbieri</strong>, classe 1927, è il «decano» dei candidati alle elezioni e ancora oggi, a 83 anni suonati, dà una mano al partito divertendosi ad attaccare i manifesti elettorali. Alle spalle ha una storia lunga fatta di lotte sindacali, emigrazione e lavoro, il tutto sempre legato a filo doppio al Partito Comunista «prima che si dividesse in tanti pezzi, ora sto con Rifondazione». Originario della provincia di Reggio Emilia, Barbieri vive a Sarzana (in via Bonaparte) sin da piccolo. <span id="more-402"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«Mi sono avvicinato al Pci dopo la guerra — dice — quando per vivere facevo tanti lavori; poi nel 1952 ho partecipato all’occupazione dell’Oto Melara dopodichè sono dovuto andare all’estero perchè ero un ‘ribelle’ e non trovavo più un’occupazione. Sono stato prima in Francia poi in Svizzera dove è nato il mio secondo figlio, ho fatto il lavapiatti nei ristoranti poi mi hanno assunto in una fabbrica che costruiva telefoni». Nel 1965 il ritorno in patria col lavoro nella fonderia fino alla pensione, senza però mai perdere di vista l’impegno politico.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ho sempre dato il mio contributo, continuo a farlo ora col solito entusiasmo. Perchè mi candido? Per dare una mano, per dire la mia: però se dovessi essere eletto rinuncerei lasciando il mio posto al primo degli esclusi. Non ce la farei a fare le ore piccole in quei lunghi consigli comunali… E poi io sono una persona semplice, mi risulterebbe difficile contrastare certi ‘pescecani’ della nostra politica». Già in passato Barbieri era candidato con Rifondazione, alle ultime due amministrative però ha preferito farsi da parte e mettersi a disposizione come rappresentante di lista.</p>
<p style="text-align: justify;">«In passato ho fatto anche lo scrutatore al seggio: ora mi piace frequentare la sezione del partito in via Mascardi, dare una mano nell’attività elettorale». Se si volta indietro può dire di aver visto un po’ tutte la facce del panorama politico italiano. «Nel corso degli anni è cambiato in peggio — dice con una punta di amarezza — una volta avevamo 6-7 partiti, ora c’è una baraonda. A casa ho un manifesto elettorale di alcune elezioni fa, sembra un lenzuolo da quanto è lungo. E poi anche i gruppi politici sono diversi, quelli vecchi si sono disintegrati in tante parti compreso il Partito Comunista. Non c’è più l’unità di un tempo: ogni partito ha al suo interno troppe divisioni».</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da La Nazione – 19 marzo 2010</p>
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		<title>Don Gallo e Bruno Marengo a sostegno di Franco Zunino</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 18:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Savona]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutela della salute e dell’ambiente, attenzione al locale e al globale, giustizia sociale e diritti civili, voglia di servizio e passione per la politica sono le idee e le qualità che Franco ha espresso nel suo ruolo di Assessore regionale all’Ambiente dal 2005 ad oggi.
In una Regione, spesso distante dai cittadini, Franco ha saputo ascoltare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutela della salute e dell’ambiente, attenzione al locale e al globale, giustizia sociale e diritti civili, voglia di servizio e passione per la politica sono le idee e le qualità che Franco ha espresso nel suo ruolo di Assessore regionale all’Ambiente dal 2005 ad oggi.<br />
In una Regione, spesso distante dai cittadini, Franco ha saputo ascoltare tutti, dote rara nella politica di oggi, fornendo risposte, intervenendo su questioni importanti per il territorio dalla bocciatura del progetto Fuksas tra Albissola Marina e Savona alla bonifica dell’ACNA di Cengio, dal no della Regione all’ampliamento a carbone <span id="more-398"></span>della centrale di Vado Ligure al ricorso alla Corte Costituzionale contro la privatizzazione dell’acqua. Senza dimenticare il no alla costruzione di un CPT (oggi CIE) nel territorio ligure, la stabilizzazione dei lavoratori precari della Regione e degli enti collegati, l’inserimento del Trauma Center al Santa Corona di Pietra Ligure, la lotta per il Parco del Finalese o la realizzazione del Parco dell’Adelasia, la costituzione del Parco Regionale Naturale delle Alpi Liguri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, e per molte altre cose fatte e qui non riportate, lanciamo un appello a sostegno di Franco Zunino affinché possa continuare a rappresentare il territorio savonese e la Liguria tutta anche nella prossima legislatura 2010-2015.</p>
<p style="text-align: justify;">Don Andrea Gallo<br />
Bruno Marengo<br />
Vittorio Agnoletto (già Parlamentare Europeo, candidato della Federazione della Sinistra alla Presidenza della Regione Lombardia)<br />
Elio Berti (attore e regista)<br />
Paolo Cacciari (giornalista)<br />
Francesco Calabria (insegnante)<br />
Adriana Caviglia (Donne in Nero contro la Guerra – Savona)<br />
Giuliana Cornetti Gallia (Consigliera Pari Opportunità della  Provincia di Savona)<br />
Jörg Costantino (Assessore all’Ambiente del Comune di Savona)<br />
Claudia Faustini (Circolo ARCI G. Faustini di Taggia – Imperia)<br />
Vilma Filisetti (insegnante, Camerale CGIL Savona)<br />
Santo “Ino” Imovigli (già Segretario della Camera del Lavoro di  Savona – CGIL)<br />
Fabio Lagasio Pesenti (musicista, Direttore della scuola comunale di  musica Arturo Toscanini di Vado Ligure)<br />
Daniela Lantrua (restauratrice, Consigliere regionale Ente Parco  Alpi Liguri)<br />
Pierluigi Lavazzelli (Assessore al Bilancio e ai Servizi Sociali di  Quiliano)<br />
Mauro Littardi (Sindaco Comune di Pigna – Imperia)<br />
Sergio Lugaro (Consigliere comunale Savona)<br />
Massimo Maugeri (Legambiente)<br />
Emilio Molinari (Contratto Mondiale dell’Acqua)<br />
Marinella Montanaro (insegnante)<br />
Cesare Oddera (Consigliere comunale Mallare)<br />
Milvia Pastorino (Consigliera comunale Savona)<br />
Piero Penner (vice Sindaco di Noli)<br />
Caterina Perassolo (insegnante)<br />
Ciro Pesacane (Presidente nazionale dell’associazione  ForumAmbientalista)<br />
Rosangela Pesenti (femminista)<br />
Pino Petruzzelli (scrittore e attore)<br />
Martina Pignatti Morano (cooperante e docente universitaria,  Campagna italiana contro l’Agrexco)<br />
Alex Raso (artista)<br />
Nadia Ravera (ostetrica, Consigliera Opere Sociali Servizi)<br />
Stefano Ressia (Consigliere comunale Cairo Montenotte)<br />
Maura Risso (medico di base)<br />
Giovanni Russo Spena (docente universitario, già senatore della  Repubblica)<br />
Carlo Tombola (fondatore di TransArmsEurope, Campagna italiana  contro l’Agrexco)<br />
Emanuele Varaldo (pediatra, Consigliere comunale a Savona)<br />
Silvia Vivalda (insegnante)<br />
Marcello Zinola (giornalista)</p>
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		<title>Don Gallo: &#8220;Il mio appello contro l&#8217;astensionismo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 18:37:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Elezioni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[astensionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Don Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Mai finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, ad una caduta senza precedenti della Democrazia e dell&#8217;etica pubblica. La mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare coerentemente Fede e Impegno Civile è in difficoltà a prendere la parola.
Dov&#8217;è la fede? Nelle crociate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mai finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, ad una caduta senza precedenti della Democrazia e dell&#8217;etica pubblica. La mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare coerentemente Fede e Impegno Civile è in difficoltà a prendere la parola.<br />
Dov&#8217;è la fede? Nelle crociate moralistiche? Dov&#8217;è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti?sempre più lontani… Illecite operazioni dei Poteri occulti, monopolizzazioni private dei mezzi di comunicazione sociale, mancanze di risorse. E&#8217; regolare il conflitto di interessi. Alleanze segrete con le potenti Mafie in cambio della loro sempre più capillare e garantita penetrazione economica e sociale. Mito della governabilità a scapito della indispensabile funzione parlamentare delle rappresentanze; progressiva riduzione dello stato di Diritto a favore dello stato <span id="more-393"></span>Padrone a conduzione tendenzialmente personale. Sconfinamenti di potere e tentativi sempre più frequenti di imbavagliare la giustizia e piegarla a interessi privati, devastazioni del costume sociale attraverso corruzioni, legittimazioni dell&#8217;illecito.<br />
E&#8217; vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche le istituzioni religiose. Mi chiedo: è inutile andare a votare? Come mai gli indecisi e gli indifferenti aumentano? Esiste una rete possibile di presìdi, movimenti locali e di base, centri sociali, cantieri autonomi di sovranità, che potrebbero scegliere una democrazia insorgente, abbandonando rappresentanze formali e vuote: l&#8217;azione politica deve essere radicata nella specificità locale e nell&#8217;ambito della vita comune.<br />
Auspico, da sempre, pur aderendo ai movimenti, che questi luoghi di resistenza non sottovalutino l&#8217;importanza delle prossime consultazioni regionali. Da parte mia, come Diogene, in questi giorni con la mia Lanterna andrò in giro a stanare i lontani, i dubbiosi, i delusi, gli arrabbiati e i benpensanti.<br />
Care donne e uomini: è un dovere civico recarsi alle urne.<br />
Per gli indifferenti, gli ignavi garantiti userò parole di Dante e di Gramsci. C&#8217;è chi difende il diritto al non voto. A mio avviso i diritti sono di tutti coloro che, con la vita, ci hanno donato la Costituzione repubblicana.<br />
A noi tutti rimane l&#8217;impegno di lottare per una nuova cittadinanza verso istituzioni comunitarie partecipate, mirando a trasformare in modo nuovo l&#8217;esistente e il futuro. E&#8217; un delicato momento di transizione. L à c&#8217;è ancora una risorsa! Il &#8220;sito&#8221; è l&#8217;essere in comune dove gli umani possono incontrarsi, rovesciando i rapporti di potere. Il mio sofferto invito non è quello di tapparsi il naso. La risorsa consiste nella lista dei candidati. Contattiamoli, conosciamoli, interroghiamoli, con i nostri stimoli e contestazioni.<br />
Personalmente dopo 45 anni di presenza sul territorio genovese e ligure ne conosco molti fortemente disponibili a impedire il nefasto avvento di un regime autoritario e decisi a combattere la tendenza a solidificare la rivolta in nuove forme di astrazione di dominio dell&#8217;Uno su molti. Ricordiamoci che ci guardano ansiosi tutti coloro, italiani e stranieri, che una condizione crescente di precarietà priva di luogo, di radice, di legame ad un ambiente riconosciuto e riconoscibile di vita.<br />
Tantissime persone, non garantite, invisibili e senza potere, cui è stato sottratto, in senso letterale, il tempo futuro e con esso il respiro della speranza.</p>
<p>DON ANDREA GALLO<br />
da Liberazione del 21 Marzo 2010</p>
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		<title>La Spezia :: In ricordo di Aldo Lombardi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:07:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La Spezia]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Lombardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 9 marzo del 2005 quando  l’allora segretario provinciale e fondatore del  partito della  Rifondazione comunista spezzina  	scomparve. Oggi, a  distanza di cinque anni da quella improvvisa quanto  prematura scomparsa, la Federazione Provinciale di Rifondazione  Comunista della Spezia lo vuole ricordare come amico e compagno, «come  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era il 9 marzo del 2005 quando  l’allora segretario provinciale e fondatore del  partito della  Rifondazione comunista spezzina  	scomparve. Oggi, a  distanza di cinque anni da quella improvvisa quanto  prematura scomparsa, la Federazione Provinciale di Rifondazione  Comunista della Spezia lo vuole ricordare come amico e compagno, «<em>come  colui che con il suo indomito spirito critico verso i mali della  società e con la sua incrollabile fede nei suoi ideali non  ha mai  rinunciato all’impegno di prestare aiuto alla povera gente e   nell’affrontare i problemi sociali</em>».<span id="more-375"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Ieri Don Gallo lo ha ricordato, ha ricordato la  grande amicizia  e stima che lo legava ad Aldo Lombardi, che ha definito  un grande  comunista che andava fiero di esserlo. Oggi lo vogliamo ricordare</em> –  proseguono i suoi compagni – <em>anche come prolifico scrittore e  poeta, che pubblicò numerosi romanzi e raccolte di poesie, grande  ammiratore  del Che al quale aveva dedicato un suo dramma andato in  scena al Teatro  Civico</em>. <em>Ancora oggi</em> <em>ci sentiamo  orgogliosi di averlo avuto come dirigente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non è stato solo il nostro segretario ma anche l’interlocutore  per tutti coloro che volevano affrontare significative battaglie  politiche e che in quelle battaglie che noi continuiamo a combattere  rivive il suo spirito e la sua tenacia. </em></p>
<p><em>Ciao Aldo</em>».</p>
<p><em> <strong>Per Aldo </strong></em></p>
<p>Contatemi con quelli  che piangono</p>
<p>sulle strade da Spartaco a Guevara</p>
<p>anche se  vedrete le mie  	ciglia asciutte.</p>
<p>Contatemi  con quelli  	che piangono</p>
<p>il dolore  di una  	fratellanza perduta</p>
<p>nel cuore  della lotta  	quotidiana.</p>
<p>Riservato  il dolore ed  	insaziabile</p>
<p>della  moglie, del  	figlio, dei suoi cari,</p>
<p>il dolore  che percorre  	senza sosta</p>
<p>la cucina  e la camera  	del tempo.</p>
<p>Collettivo  il dolore  	dei compagni</p>
<p>di mille  battaglie mai  	perdute</p>
<p>nello  scontro mai vinto  	di ogni giorno,</p>
<p>il dolore  della falce  	che ti ha colto,</p>
<p>del  martello che forgia  	la speranza,</p>
<p>della  stella che  	orienta la ragione.</p>
<p>E per  sempre oramai tu  	sei con noi,</p>
<p>con il  Che che si batte  	rianimato</p>
<p>sopra il  palcoscenico  	del mondo</p>
<p>e  racconta per te, di  	te ci parla.</p>
<p>E’ laica  la morte che  	colpisce</p>
<p>e cieca,  al contrario  	della vita,</p>
<p>non  distingue poeti e  	prepotenti</p>
<p>ma  consegna al futuro  	la memoria</p>
<p>di chi  lotta ogni  	giorno per cambiare</p>
<p>lo stato  presente delle  	cose.</p>
<p>Paolo  Pietrini</p>
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