Anche in Liguria grande risultato di Rifondazione


Tre eletti, ma è da approfondire la differenza tra Senato e Camera

Il partito in Liguria avanza in modo significativo in voti assoluti rispetto alle regionali di un anno fa di 36735 voti al Senato e di 20067 voti alla Camera rispettivamente pari al 68,31% e del 37,31% del precedente elettorato. Dunque innegabile una valutazione positiva dell’esito elettorale anche se la differenza tra il voto del Senato e quello della Camera, seppur di difficile interpretazione, deve indurci ad approfondire e studiarne le ragioni.

Di seguito, oltre alla lettura scientifica dei dati, azzardo alcune valutazioni e riflessioni ovviamente personali e parziali, e con riserva di studio più approfondito a partire da maggiori conoscenze sui flussi elettorali.

In primo luogo occorre sottolineare che la scelta politica di accordo politico con l’Inione si è rivelata largamente condivisa dal popolo largo della sinistra che ha riversato, dentro questa scelta, un orientamento verso il nostro partito, proprio a valorizzare ed accentuare una connotazione di sinistra per superare Berlusconi e il berlusconismo.

In secondo luogo va rilevato, dato secondo me non marginale, che tale scelta ha reso più libero un voto interno alla coalizione, che ha consentito a chi non condivide il progetto del partito democratico di esprimere la propria opposizione a quell’obiettivo e contemporaneamente penalizzare le forze politiche protagoniste di quel progetto e in parte, questa valutazione potrebbe anche spiegare la differenza di voto tra Senato e Camera.

In Liguria lo scarto in voti tra Senato e Camera è di 16668 voti, quasi la metà dell’incremento, ed è evidente che la giusta valutazione positiva del voto non deve indurci ad accantonare questo fenomeno. Tanto più che il dato in negativo tra Senato e Camera riguarda solo altre due forze politiche, notoriamente “targate” socialmente e culturalmente come la lista Pensionati e Italia dei Valori.

Tutte le altre forze politiche sia del centrosinistra che del centrodestra marcano uno scarto positivo a vantaggio della Camera. In Particolare l’Ulivo registra un più 46734, PDCI e Verdi sommando i voti sopravanzano il dato del Senato di 11552 voti mentre a destra Forza Italia registra un più 10719; AN più 8382, l’UDC più 4018, la Lega più 1344; l’estrema destra ha anch’essa uno scarto positivo con la Fiamma Tricolore (+ 362) e la lista della Mussolini (+ 803).

Considerato che è impensabile che nessun voto giovanile sia giunto al PRC è evidente che il fenomeno di spostamento tra il voto del Senato e la Camera (dato tra l’altro omogeneo sul territorio nazionale con accentuazioni diverse) è assai maggiore di 16668 voti in meno. In ogni caso occorre valutare sul voto giovanile due aspetti:

  • il voto giovanile a destra e centrodestra è significativo seppur quello dato al centrosinistra è largamente maggioritario;
  • il voto giovanile al centrosinistra va in modo prevalente e massiccio all’Ulivo.

Questo ci pone alcuni interrogativi che mi limito solo a citare:

  • la cultura prevalente dell’individualismo e della competizione attraversa tutte le generazioni, anche quelle più giovani, e ciò premia a destra e il moderatismo di centrosinistra;
  • il coinvolgimento dei soggetti sociali, a partire da quelli giovanili, sui temi politici e sociali è molto marginale e tale da non costruire “cultura” e “coscienza di classe”;
  • troppo forte il distacco tra “l’enunciato” e la pratica di conflitto sui territori sui grandi temi sociali del lavoro e dei diritti (salute, trasporti, assistenza);
  • l’interlocuzione tra potere e clientela (intesa come assistenza e favoritismo spicciolo), ossia la creazione di “dipendenza” alla classe dominante che esercita il clientelismo per ottenere l’esigibilità dei diritti.

Infine per completare il quadro dei numeri: lo scarto percentuale del PRC tra Senato e Camera è del 2,08%. Nella provincia di Imperia è del 1,58%; in provincia di Savona è del 2,11%; in provincia di Spezia è del 2,11%; in provincia di Genova è del 2,18% con Genova città al 2,34%.

MARCO NESCI
Capogruppo PRC Regione Liguria

Genova – 13 Aprile 2006

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