Su AMT raccogliamo i frutti (avvelenati) della privatizzazione
Il Gruppo Comunale del partito della Rifondazione Comunista non condivide la scelta del tutto politica della Giunta di far pesare la non efficienza del Trasporto Pubblico Urbano sugli utenti attraverso l’aumento del biglietto. Da sempre sosteniamo che, trattandosi di servizio pubblico, dovrebbe farsene carico non solo – o prevalentemente – l’utenza ma la collettività attraverso la fiscalità generale.
Quello che manca a nostro parere è un sufficiente contributo pubblico dello Stato attraverso l’ex Fondo Nazionale Trasporti e della Regione, che dovrebbe definire con maggior chiarezza quanto destinare al TPL per la città capoluogo di regione in cui si concentra più della metà della popolazione complessiva.
Risulta singolare, inoltre, che il tanto invocato contributo dei partner privati, i Francesi di TRANSDEV entrati in AMT per “ottimizzare il servizio” (= inasprimento delle condizioni di lavoro ed taglio delle linee), in realtà sia così marginale dal punto di vista finanziario da richiedere un rincaro di almeno il 20% del biglietto ordinario per coprire un ampio deficit strutturale. Ciò conferma il giudizio negativo che abbiamo dato dell’intera vicenda (spacchettamento di Amt e vendita delle azioni), motivo per cui siamo usciti dalla maggioranza di Tursi.
Ben altri sono gli strumenti che è possibile adoperare per ridimensionare questo deficit strutturale, e sono soprattutto di gestione della Mobilità nel suo complesso.
Ricordiamo, inoltre, che gli aumenti del biglietto ordinario hanno due effetti negativi immediati:
- disincentivare l’uso del mezzo pubblico, soprattutto nel caso di un servizio come quello di Genova che negli ultimi tempi è peggiorato per frequenza e per i tagli consistenti di linee;
- aumentare il traffico privato peggiorando la situazione ambientale di una città già sufficientemente soffocata dai miasmi inquinanti.
PATRIZIA POSELLI
Capogruppo Rifondazione Comunista Comune di Genova
Genova – 15 Settembre 2006






