Difendere con il NO la Costituzione e la democrazia


Il nostro è un NO pacifista alla guerra, al riarmo, al genocidio e alle derive autoritarie di cui è portatrice. C’è un nesso eversivo fra il trumpismo, i suoi referenti italiani e quella destra internazionale di cui fanno parte numerose componenti dell’attuale governo.

Riteniamo irresponsabile e doloso sottovalutare questi pericoli, come accadde negli anni ’20 e ’30, quando settori del liberalismo conservatore, in nome dell’anticomunismo, contribuirono all’ascesa dei fascismi. Oggi più che mai è necessario evitare che il nostro Paese intraprenda una strada che, nella diversità storiografica, produca lo svuotamento sostanziale delle libertà democratiche.

Il contesto internazionale è segnato da una guerra mondiale, sempre meno a pezzi e sempre più globale, in cui è essenziale garantire i diritti dei cittadini anche attraverso una magistratura autonoma e indipendente, una indipendenza dei poteri, unico argine agli abusi del potere politico ed economico. Questo principio è nei fondamenti della Costituzione repubblicana.

Dopo il fascismo, la Costituzione ha attribuito al Consiglio Superiore della Magistratura il compito di assicurare l’indipendenza dei magistrati. Si tratta di una scelta concretamente antifascista. Durante il Ventennio, il ministro Grandi, nel 1941, dichiarava incompatibile con il fascismo il principio dell’autogoverno della magistratura, accadeva con un Paese in guerra.

La controriforma proposta si inserisce in un percorso che richiama progetti politici del passato che traggono origine da quella storia, dalle posizioni di Almirante fino al Piano di Rinascita Nazionale di Gelli.

La Costituzione italiana rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale, che contiene la concreta eguaglianza dei diritti, il ripudio della guerra e l’autonomia della magistratura come garanzia di poter esigerne il rispetto. La storia di questo Paese — segnata da fenomeni di corruzione, intrecci tra mafie e politica, stragi e depistaggi — dimostra come solo una magistratura indipendente abbia potuto, almeno in parte, accertare le responsabilità e tutelare i cittadini.

Per queste ragioni, in vista del referendum del 22 e 23 marzo, invito tutte e tutti a votare NO, per difendere la Costituzione e respingere una riforma che rischia di compromettere equilibri essenziali dello Stato democratico.

In questo referendum non è previsto quorum. Solo attraverso il voto contrario sarà possibile impedire uno stravolgimento della Costituzione e tutelare i principi di democrazia, uguaglianza e legalità.

JACOPO RICCIARDI
Segretario regionale Rifondazione Comunista – Liguria

19 marzo 2026

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