SAVONA
Savona, Comunali 2027. Due stelle da una parte, tre dall’altra
Il 2027 si preannuncia come l’anno elettorale quasi per eccellenza, con l’allineamento del voto locale a quello nazionale. Verrebbe da dire “e viceversa”, ma non è poi così scontato, visto che solitamente sono i territori a recepire le direttive di Roma e quasi mai il contrario. Vale per i partiti e i movimenti politici, così come un po’ per altre associazioni, sindacati, comitati vari.
Il percorso di definizione del cosiddetto Campo largo, che include PD, Cinquestelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista (Renzi) e altri soggetti minori è ancora in alto mare. Eppure i suoi effetti si fanno sentire anche a Savona dove la coalizione di centro-sinistra, a differenza del piano geopolitico nazionale, comprende i calendiani di Azione, noi di Rifondazione Comunista (nel gruppo “Sinistra per Savona”) ma non i Cinquestelle di Giuseppe Conte.
Questa premessa per inquadrare il dibattito politico che sta emergendo proprio nel M5S a livello savonese: il gruppo consiliare formato da Manuel Meles e Federico Mij è propenso, in vista della prossime elezioni comunali, a fare una scelta solitaria nella corsa per Palazzo Sisto.
La dirigenza politica regionale e provinciale del movimento ex-grillino pare invece condividere la scelta di Conte e quindi posizionarsi sulla linea del dialogo con le forze progressiste. Meles e Mji sostanzialmente non riconoscono quella discontinuità che chiederebbero per poter stare nel perimetro del Campo largo: la ricandidatura di Marco Russo del resto è consona alla prosecuzione ed al completamento di una serie di progetti e piani che sono stati avviati in questi primi quattro anni di consiliatura.
Quindi c’è una verità tecnicamente oggettiva; poi però c’è un piano prettamente politico e qui pare che il gruppo consiliare del M5S non intenda nemmeno aprire un tavolo di confronto unitamente al proprio movimento con le forze della maggioranza comunale. Fabio Orsi, che è un po’ il proconsole del centro-destra in minoranza a Palazzo Sisto e il suo tribuno, aveva lanciato segnali di un’apertura “civica” a Meles e Mij, per cercare di attrarli nell’orbita di un progetto ovviamente non esclusivamente civico ma con chiari tratti fisionomici di destra.
Ciò poteva e può avere anche un significato, dato che, come ha ricordato lo stesso Orsi, in questi anni e soprattutto negli ultimi mesi, la consonanza di critiche nei confronti dell’amministrazione Russo è stata piuttosto marcata e senza soluzione di continuità. Dall’altra però il Movimento 5 Stelle è impegnato ormai da tempo a costruire in tutta Italia alleanze comunali con le forze progressiste.
Quindi è del tutto cristallino il fatto che si potrebbe nei prossimi mesi assistere ad una divergenza sempre più marcata tra gruppo consiliare e dirigenza politica del M5S. Il Coordinatore regionale del Movimento smentisce spaccature interne e al contempo prende le distanze dalle dichiarazioni di Meles sull’interruzione di qualunque dialogo con le forze democratiche e progressiste: «…non riconosciamo in una impostazione che rischia di chiudere il confronto prima ancora di aver definito contenuti, priorità e una visione comune per la Città».
In sostanza si fa appello ad una possibile rimodulazione dei contenuti programmatici come base di partenza per una reale convergenza, lasciando a posteriori la questione della condivisione del nome del candidato sindaco. Una matassa un po’ difficile da sbrogliare, visto che il nome di Russo non è in discussione, date anche le premesse che riguardano appunto la continuità del lavoro svolto e il portare a termine quello ancora da finire o da incominciare.
Dopo la pausa ferragostana scopriremo come proseguirà questa interessante dialettica interna tanto ai Cinquestelle quanto nei confronti della maggioranza che governa Savona come della minoranza che vi si oppone.
RED.
Savona, 14 agosto 2026













