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SAVONA

Savona. La messa in sicurezza del torrente Letimbro

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L’alluvione del 1992 ha lasciato ancora tangibili segni nel territorio di Savona e, nello specifico, di Lavagnola dove sono apposte le targhe che segnalano il livello raggiunto dalle acque. Abituati (ma poi lo siamo davvero?) agli stravolgenti eventi climatici di questi ultimi lustri, ciò che accadde trentaquattro anni fa pare quasi una bazzecola. Ma non lo fu. Le immagini del torrente Letimbro che trascinava alla sua foce tronchi di alberi, frigoriferi, mentre a Montemoro, dove l’esondazione stava procurando gravissimi danni alle case, il crollo di una queste fece una vittima, Silvana Bertani, e ferì il marito. Entrambi colti alla sprovvista dalla piena durante la notte fonda.

Dunque, il problema del tracimare dei torrenti e dei rii che confluiscono in Savona è diventato ancora più urgente proprio se messo in correlazione agli eventi climatici estremi che stiamo un po’ tutti vivendo e subendo: ad iniziare dall’estremo caldo estivo, dall’afa persistente che, proprio mentre queste righe vengono scritte, è data per essere quella del picco stagionale. Il 28 agosto pare essere il giorno più caldo di tutta questa torrida “bella stagione“. Va accolto dunque con un ragguardevole compiacimento il fatto che siano stati investiti proprio per la messa in sicurezza del Letimbro nella zona di Lavagnola oltre due milioni di euro.

Gli effetti si vedono ora che i lavori sono praticamente ultimati: nuovi argini rinforzati e una briglia di contenimento e di deflusso delle acque che vanno a sanare l’erosione del letto del Letimbro che nel corso degli anni era stata causata dalle piene che si sono succedute e che minacciava la stessa stabilità delle case che affacciano lungo la sponda del torrente. Lungo tutto il tratto che va dal ponte bianco (alla fine di corso Ricci) fino alla foce, si possono vedere “materassi lapidei” e le “georeti” che vanno a proteggere la sponda sinistra. Il tutto è stato realizzato attingendo anche dai vecchi materiali tolti e riutilizzati. Dunque, ad oggi, si può affermare che la situazione, in vista soprattutto dei mesi più piovosi che ci attendono, sia stata affrontata adeguatamente.

Questo a valle. «A monte rimane il problema delle tante anse percorse dal torrente e di altri ventuno rii che sono piuttosto nascosti e su cui occorrerà intervenire per evitare che il buon lavoro che è stato fin qui fatto sia vanificato», suggerisce Marco Ravera, capogruppo di “Sinistra per Savona”. I lavagnolesi e, in generale, i savonesi, hanno ora almeno la certezza che, anche in presenza di una piena, le condizioni del Letimbro sono molto diverse rispetto alla situazione pericolosa che si era andata creata nel corso dei decenni scorsi. Indubbiamente una attenzione verso il territorio che tutela l’ambiente, la cittadinanza e preserva anche la storicità dei quartieri da danneggiamenti di cui proprio non hanno bisogno.

RED.

28 agosto 2026

foto: tratta da “Vecchia Lavagnola

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