LA SPEZIA
Il PRC spezzino: «Autonomi e unitari per un’alternativa in Comune»
Pubblichiamo il documento approvato dal Comitato politico federale del PRC della Spezia in data 27 ottobre 2026 riguardo gli sviluppi politici in vista delle elezioni comunali del prossimo anno
Il percorso politico e le prospettive per le elezioni amministrative della Spezia del 2027
Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un progressivo impoverimento del patrimonio pubblico e dei beni comuni della città, accompagnato da una gestione amministrativa che ha troppo spesso privilegiato i rapporti con i soggetti politici ed economici vicini alla maggioranza rispetto ai bisogni reali della cittadinanza. Un modello di governo che ha progressivamente ridotto il ruolo del pubblico, subordinando le scelte sul futuro della città a interessi particolari e contribuendo ad accentuare le disuguaglianze sociali e territoriali.
In questo contesto, nel 2017 Rifondazione Comunista compì una scelta politica coraggiosa, dando vita alla lista civica Spezia Bene Comune, in rottura con il centrosinistra, e candidando il compagno Massimo Lombardi alla carica di sindaco. Una scelta che nasceva da ragioni politiche profonde, a partire dalla vicenda di ACAM e dal tradimento degli impegni assunti sulla difesa del patrimonio pubblico e dei servizi essenziali. Non fummo i soli a intraprendere un percorso alternativo, ma riuscimmo a costruire un’esperienza politica riconoscibile, capace di raccogliere un consenso significativo e, per certi versi, superiore alle aspettative.
Cinque anni dopo, nel 2022, in un contesto politico profondamente mutato, scegliemmo con altrettanta determinazione di lavorare alla costruzione di una coalizione unitaria delle forze di opposizione, sostenendo una candidatura civica condivisa nel tentativo di sottrarre la città al governo del centrodestra. Nonostante la sconfitta elettorale, Spezia Bene Comune ottenne un risultato importante, confermando la propria presenza in Consiglio Comunale attraverso la rielezione del compagno Massimo Lombardi e dando continuità a un’esperienza politica e amministrativa ormai radicata nella città.
In questi anni il lavoro di opposizione non si è limitato all’attività istituzionale. La riattivazione del circolo cittadino Tina Modotti ha rappresentato un passaggio importante per il ra orzamento della nostra organizzazione, consentendo di allargare la base degli iscritti e coinvolgere nuovi compagni e compagne, portatori di energie, sensibilità e disponibilità a impegnarsi concretamente per la città e per lo sviluppo del progetto politico di Rifondazione Comunista.
Parallelamente, abbiamo lavorato per costruire e consolidare relazioni con le realtà sociali, associative e territoriali, cercando di essere non soltanto un punto di riferimento politico, ma anche uno strumento attraverso cui dare forza e rappresentanza alle rivendicazioni provenienti dalla società. Siamo stati al fianco di numerose mobilitazioni cittadine: dalla contestazione di Sea Future alla battaglia per la chiusura della centrale Enel, dall’opposizione all’attracco delle navi da crociera a San Cipriano alle questioni legate al rigassificatore di Panigaglia, fino alla lunga lotta per restituire alla borgata di Marola il proprio naturale accesso al mare.
Sono soltanto alcuni esempi di un lavoro politico che ha cercato di tenere insieme la presenza nelle istituzioni e il rapporto con i conflitti sociali, nella convinzione che un partito come il nostro debba continuare a essere parte attiva delle vertenze che attraversano il territorio, senza limitarsi alla loro rappresentanza elettorale.
Questo patrimonio di esperienze, relazioni e credibilità costituisce oggi un punto di partenza fondamentale, ma non può rappresentare un punto di arrivo. La capacità di stare nelle lotte, di organizzare il dissenso e di esercitare un’opposizione coerente deve accompagnarsi alla volontà di costruire una prospettiva concreta di cambiamento per il governo della città.
La scelta compiuta nel 2022 di lavorare con determinazione a un accordo con le altre forze del centrosinistra rappresentò, in questo senso, anche la traduzione sul piano locale della linea politica maturata nel percorso congressuale del nostro partito. Una linea che ha superato lo schema rigido della rottura a priori con il centrosinistra, in passato persino cristallizzato attraverso una modifica statutaria, riconoscendo alle organizzazioni territoriali l’autonomia di valutare e costruire alleanze sulla base dei contenuti programmatici, delle condizioni politiche e delle specificità dei territori.
Non si tratta di mettere in discussione la nostra identità o di rinunciare alle ragioni della nostra storia. Al contrario, significa riconoscere che l’autonomia politica di Rifondazione Comunista si esercita anche attraverso la capacità di compiere scelte, costruire relazioni e individuare, nelle diverse condizioni concrete, gli strumenti più e icaci per perseguire i propri obiettivi.
Le alleanze non possono essere considerate un fine in sé, né possono essere determinate esclusivamente da convenienze elettorali. Devono invece fondarsi su un confronto politico e programmatico reale, all’interno di un perimetro di valori irrinunciabili, a partire dall’antifascismo e dai principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
È con questa consapevolezza che guardiamo alle prossime elezioni amministrative della Spezia del 2027.
Dopo dieci anni di governo del centrodestra, riteniamo necessario contribuire alla costruzione di un ampio fronte democratico e progressista, capace non soltanto di proporsi come alternativa all’amministrazione uscente, ma soprattutto di restituire alla città una diversa prospettiva politica, sociale e culturale.
Non si tratta semplicemente di cambiare chi governa, ma di cambiare il modo in cui la città viene amministrata, le priorità che guidano le scelte pubbliche e il rapporto tra le istituzioni e la comunità.
Il terreno comune su cui costruire questa prospettiva deve essere quello dei valori dell’antifascismo, della Costituzione repubblicana, dell’uguaglianza, della solidarietà, della giustizia sociale e della partecipazione democratica. Valori che oggi assumono un significato ancora più importante di fronte all’avanzata delle destre nazionaliste e reazionarie e che devono trovare una traduzione concreta nelle politiche amministrative.
In questo quadro riteniamo fondamentale che La Spezia recuperi anche la propria tradizione di città impegnata per la pace, il disarmo e la solidarietà internazionale tra i popoli. Una tradizione che appartiene alla storia politica e sociale del nostro territorio e che oggi trova nuova espressione nelle mobilitazioni delle giovani generazioni, a partire da quelle per il popolo palestinese, che chiedono alle istituzioni di non rimanere indi erenti di fronte alle guerre, alle violazioni dei diritti umani e alle ingiustizie internazionali.
In questi dieci anni La Spezia è diventata, a nostro giudizio, una città più diseguale, nella quale le politiche dell’amministrazione hanno privilegiato l’immagine rispetto alla qualità della vita, il centro rispetto ai quartieri, gli interessi economici particolari rispetto ai bisogni collettivi.
La crescita del turismo, in assenza di adeguati strumenti di governo, ha contribuito ad aggravare le difficoltà di accesso alla casa, mentre l’indebolimento dei servizi pubblici, dal trasporto pubblico locale alla sanità, ha colpito soprattutto le fasce sociali più fragili. La progressiva marginalizzazione di molti quartieri, la perdita di spazi pubblici e di socialità e la crescente subordinazione delle trasformazioni urbane agli interessi degli investitori privati hanno ulteriormente accentuato queste contraddizioni.
A questo modello vogliamo contrapporre un’idea diversa di città.
Una città il cui sviluppo non venga misurato soltanto attraverso la crescita economica, i flussi turistici o il decoro delle piazze, ma soprattutto attraverso la qualità della vita delle persone, la possibilità di accedere ai servizi e ai diritti fondamentali, la riduzione delle disuguaglianze e la capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni della comunità.
Una città che torni a occuparsi di chi è rimasto indietro, dei quartieri trascurati, dei giovani che faticano a costruirsi un futuro, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie che non arrivano alla fine del mese. Una città nella quale il pubblico recuperi una funzione centrale di indirizzo, tutela e programmazione, nella quale le scelte siano costruite attraverso la partecipazione dei cittadini e lo sviluppo economico sia orientato al benessere collettivo.
Perché il progresso di una città si misura prima di tutto dalla sua capacità di migliorare concretamente la vita di tutte e di tutti.
È a partire da questa visione che Rifondazione Comunista intende contribuire alla costruzione del programma della futura coalizione, portando nel confronto politico alcune priorità che consideriamo fondamentali e sulle quali abbiamo sviluppato, nel corso degli anni, iniziative, mobilitazioni e proposte.
Il diritto all’abitare deve tornare a essere una questione centrale dell’azione amministrativa, attraverso la difesa e il recupero del patrimonio abitativo pubblico, il contrasto alla rendita immobiliare e alla progressiva espulsione dei residenti dal mercato della casa, la promozione di strumenti di sostegno agli affitti e la tutela delle fasce sociali più deboli.
Allo stesso modo, riteniamo imprescindibile una politica che rimetta al centro il diritto alla salute, la difesa del Servizio Sanitario Nazionale e il rafforzamento della sanità pubblica territoriale, così come il rilancio del trasporto pubblico locale e dei servizi di prossimità, strumenti fondamentali per garantire uguaglianza sostanziale e piena cittadinanza.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla tutela ambientale, alla transizione ecologica e al rapporto tra la città, il porto e il mare. La Spezia non può continuare a subire trasformazioni determinate prevalentemente da interessi economici esterni alla comunità, senza un’effettiva capacità pubblica di indirizzo e controllo.
In questo senso, riteniamo necessario riportare al centro del confronto politico il Piano Regolatore Portuale e le linee di indirizzo e gli impegni rimasti inattuati, promuovendo una diversa relazione tra attività portuali, sostenibilità ambientale e qualità della vita dei cittadini.
Una questione particolarmente significativa riguarda il rapporto tra la città e le aree militari. La presenza della Marina Militare non può continuare a rappresentare un ostacolo insuperabile alla restituzione di spazi, luoghi e opportunità alla comunità cittadina. Occorre rilanciare con determinazione la battaglia per la liberazione delle borgate dall’occupazione delle aree demaniali militari, a partire da Marola, dove una comunità storicamente legata al mare continua a essere privata del proprio naturale accesso alla costa.
A questa rivendicazione deve accompagnarsi un progetto più ampio di restituzione alla città delle numerose aree e strutture militari inutilizzate o non più funzionali, a finché possano diventare patrimonio collettivo e nuove opportunità di sviluppo sociale, culturale e urbano.
Sul piano urbanistico riteniamo indispensabile avviare la redazione di un nuovo Piano Urbanistico Comunale, capace di rappresentare una reale discontinuità rispetto alle politiche degli ultimi dieci anni. Un piano fondato sul contrasto al consumo di suolo, sulla rigenerazione urbana, sulla tutela del territorio e sulla centralità della pianificazione pubblica, sottraendo le scelte strategiche sul futuro della città alla logica della contrattazione con gli investitori privati.
Altrettanto centrale dovrà essere il tema degli spazi pubblici e del diritto alla socialità. In questi anni abbiamo assistito alla progressiva perdita di luoghi di aggregazione, partecipazione e vita collettiva, spesso sacrificati a favore di destinazioni commerciali o di operazioni di valorizzazione economica del patrimonio pubblico. Riteniamo necessario invertire questa tendenza, promuovendo il recupero e la restituzione alla cittadinanza di spazi oggi inutilizzati, privatizzati o sottratti alla loro funzione sociale, a partire da esperienze emblematiche come quella del Centro Allende.
La città ha bisogno di luoghi nei quali incontrarsi, organizzarsi, produrre cultura, costruire relazioni e praticare la partecipazione democratica. Difendere e ampliare questi spazi significa difendere la possibilità stessa di una comunità di riconoscersi e di essere protagonista del proprio futuro.
Queste priorità non rappresentano un elenco esaustivo delle nostre proposte, ma costituiscono alcuni dei principali terreni sui quali intendiamo misurare il confronto programmatico con le altre forze della coalizione, nella convinzione che un’alternativa politica credibile debba fondarsi su contenuti riconoscibili e su una concreta volontà di cambiamento.
In questo percorso riteniamo inoltre che siano maturate le condizioni a finché il simbolo del Partito della Rifondazione Comunista torni a essere presente sulla scheda elettorale delle prossime amministrative. Una scelta che risponde alla volontà di rendere nuovamente visibile la nostra identità politica, valorizzando il lavoro compiuto in questi anni e il contributo che intendiamo continuare a portare nella vita della città.
Questa prospettiva dovrà necessariamente accompagnarsi a una riflessione condivisa sul rapporto con Spezia Bene Comune, esperienza che da quasi dieci anni rappresenta uno strumento importante della nostra azione politica e amministrativa e che ha saputo costruire relazioni, riconoscibilità e consenso anche oltre i confini dell’appartenenza partitica.
Non si tratta di contrapporre queste due esperienze, ma di individuare le modalità più opportune per valorizzarne il patrimonio politico e umano, mantenendo insieme la riconoscibilità di Rifondazione Comunista e la capacità di apertura e coinvolgimento che ha caratterizzato Spezia Bene Comune.
Da tempo è aperto un tavolo di confronto tra le forze politiche e civiche del centrosinistra, finalizzato alla costruzione di una coalizione e alla definizione di un programma condiviso per il futuro governo della città. Un percorso al quale Rifondazione Comunista ha partecipato attivamente, contribuendo al confronto sui contenuti e alla ricerca delle condizioni politiche necessarie per costruire un’alternativa all’attuale amministrazione.
All’interno di questo percorso rimane tuttavia ancora aperta la questione dell’individuazione della candidatura a sindaco. Non essendo emersa, almeno fino a oggi, una proposta proveniente dalle singole forze politiche, o preferibilmente espressione di un percorso civico più ampio, capace di raccogliere una convergenza condivisa, si sta facendo sempre più concreta l’ipotesi di ricorrere allo strumento delle elezioni primarie.
Rifondazione Comunista ha sempre guardato con una certa criticità a questa modalità di selezione delle candidature, nella convinzione che il rischio di un’eccessiva personalizzazione della politica possa finire per mettere in secondo piano il confronto collettivo, il ruolo delle organizzazioni politiche e, soprattutto, la centralità dei contenuti programmatici. Riteniamo infatti che la costruzione di una coalizione debba partire innanzitutto da una visione condivisa della città e non dalla competizione tra singole personalità.
Ciò nonostante, qualora il percorso unitario dovesse condurre alla scelta delle primarie, riteniamo che Rifondazione Comunista debba poter partecipare a pieno titolo anche a questo passaggio, portando nel confronto la propria storia, le proprie idee e una candidatura espressione del lavoro politico svolto in questi anni.
In questa prospettiva, il Comitato Politico Federale individua nel compagno Massimo Lombardi la figura da proporre per un’eventuale partecipazione alle primarie della coalizione.
Una scelta che nasce dal riconoscimento del lungo percorso politico e amministrativo compiuto da Massimo nella nostra città, dalla continuità del suo impegno nelle istituzioni e nelle battaglie sociali e dal rapporto costruito negli anni con una parte significativa della comunità spezzina. Un’esperienza che, secondo la valutazione del Comitato Politico Federale, gli ha consentito di acquisire credibilità, autorevolezza e riconoscibilità, mantenendo al tempo stesso un rapporto diretto e genuino con i cittadini, anche oltre il perimetro tradizionale del nostro elettorato.
La disponibilità a concorrere alle primarie non rappresenterebbe dunque una contraddizione rispetto alle nostre convinzioni, ma una scelta di partecipazione a un percorso collettivo, nel quale intendiamo continuare a sostenere la centralità del programma e della dimensione politica rispetto a quella personale.
Mandato politico del Comitato Politico Federale
Alla luce delle considerazioni espresse, il Comitato Politico Federale della Spezia del Partito della Rifondazione Comunista ritiene che sussistano le condizioni politiche per partecipare alla costruzione di una coalizione ampia e unitaria di centrosinistra in vista delle elezioni amministrative della Spezia del 2027.
Il Comitato Politico Federale dà pertanto mandato al Segretario e alla Segreteria provinciale di formalizzare l’adesione di Rifondazione Comunista al percorso di costruzione dell’alleanza con le forze politiche e civiche del centrosinistra, comprendente Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, +Europa, Partito Socialista Italiano e le realtà civiche coinvolte.
Tale adesione si fonda sulla volontà di contribuire alla costruzione di un progetto politico e amministrativo di discontinuità rispetto al governo cittadino degli ultimi dieci anni, nel rispetto dell’autonomia, dell’identità e dei valori fondanti di Rifondazione Comunista.
Il Comitato Politico Federale impegna il Segretario e la Segreteria provinciale a sostenere, all’interno del confronto programmatico della coalizione, le priorità politiche delineate nel presente documento, con particolare riferimento al diritto alla casa, alla difesa della sanità e dei servizi pubblici, al rilancio della mobilità collettiva, alla tutela ambientale, al rapporto tra porto e città, alla restituzione delle aree militari alla collettività, alla redazione di un nuovo Piano Urbanistico Comunale e al recupero degli spazi pubblici e di socialità.
Il Comitato Politico Federale esprime inoltre l’indirizzo politico di lavorare per la presenza del simbolo di Rifondazione Comunista sulla scheda elettorale, demandando agli organismi dirigenti il compito di approfondire, attraverso un confronto con i compagni e le compagne e con le realtà coinvolte, le modalità più adeguate per valorizzare e dare continuità all’esperienza di Spezia Bene Comune.
Il Comitato Politico Federale, preso atto del percorso di confronto in corso tra le forze della coalizione e del permanere di una mancata convergenza sull’individuazione di una candidatura unitaria a sindaco, dà mandato al Segretario e alla Segreteria provinciale di valutare e, qualora si concretizzi il ricorso allo strumento delle elezioni primarie, formalizzare la partecipazione di Rifondazione Comunista con una propria candidatura, individuata nella figura del compagno Massimo Lombardi, previa verifica della sua disponibilità personale e delle modalità condivise di svolgimento delle primarie.
Tale mandato si colloca nella volontà di partecipare pienamente alla costruzione della coalizione, mantenendo ferma la centralità del confronto programmatico, l’autonomia politica del partito e l’impegno a contribuire responsabilmente al percorso unitario.
Il percorso di costruzione della coalizione dovrà essere accompagnato da un confronto costante all’interno del partito, garantendo il coinvolgimento degli organismi dirigenti, degli iscritti e delle iscritte nelle principali scelte politiche e programmatiche.
La nostra partecipazione a questo progetto nasce dalla consapevolezza che la costruzione di un’alternativa al governo della destra non possa esaurirsi nella dimensione elettorale, ma debba rappresentare un’occasione per rimettere al centro della vita cittadina il valore dei beni comuni, la giustizia sociale, la partecipazione democratica e il ruolo delle istituzioni pubbliche.
È con questa autonomia, con questa storia e con queste convinzioni che Rifondazione Comunista intende contribuire alla costruzione di una nuova prospettiva per La Spezia.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE PROVINCIALE DELLA SPEZIA
COMITATO POLITICO FEDERALE
Documento approvato all’unanimità.
La Spezia, 27 ottobre 2026
Foto: Rifondazione Comunista – La Spezia











