Morto sul lavoro a Genova. Una strage continua. Si riconosca il reato di omicidio


Questa mattina a Genova si è verificata l’ennesima morte sul lavoro. Alla famiglia del lavoratore e ai suoi colleghi va il cordoglio e la vicinanza di Rifondazione Comunista.

Di fronte all’ennesima tragedia non possiamo limitarci alle parole di circostanza. Le morti sul lavoro sono una vera e propria strage quotidiana, che ha cause precise e responsabilità chiare. Si muore perché la ricerca del massimo profitto, regola fondamentale della produzione capitalistica, non incontra limiti se non quelli imposti dalla forza e dall’organizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Quando i ritmi di lavoro aumentano, i controlli diminuiscono e la sicurezza diventa un costo da comprimere, il risultato sono morti e feriti. Non si tratta di fatalità, ma delle conseguenze di scelte precise che mettono il profitto prima della vita.

Per questo è necessaria una risposta forte. Occorre costruire mobilitazione e conflitto, fino alla proclamazione di uno sciopero generale, contro questa strage che continua da troppo tempo nel silenzio e nell’inerzia delle istituzioni.

Chiediamo con forza, l’introduzione nel codice penale del reato di omicidio sul lavoro, quando la morte di un lavoratore è causata da gravi e accertate responsabilità dei datori di lavoro o delle aziende committenti, l’assunzione di decine di migliaia di ispettori del lavoro, per garantire controlli capillari nelle aziende e nei cantieri e il pieno rispetto e il rafforzamento delle norme sulla sicurezza.

Per questo lavoratore, come per tutte e tutti coloro che hanno perso la vita mentre lavoravano, continueremo la nostra battaglia. Il lavoro non può e non deve essere una condanna a morte.

GIOVANNI FERRETTI
Segretario di Rifondazione Comunista – Genova

JACOPO RICCIARDI
Segretario Regionale di Rifondazione Comunista – Liguria

PAOLO BENVEGNÙ
Responsabile Nazionale Lavoro di Rifondazione Comunista

Genova, 9 marzo 2026

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