CASA
Il caro affitti in aumento alla Spezia
Nella nostra città trovare una casa a prezzi accessibili è diventato sempre più difficile». Lo dichiara Matteo D’Imporzano, neo consigliere comunale di Rifondazione Comunista/Spezia Bene Comune, a margine del volantinaggio del partito in piazza del mercato dove è stato presentato il questionario sull’emergenza abitativa in città (qui link al questionario).
In dieci anni, secondo i dati riportati nell’inchiesta promossa da Rifondazione Comunista e Spezia Bene Comune, il costo medio degli affitti è passato da 7 a 10,50 euro al metro quadro. Una crescita che pesa sui salari, sulle pensioni e sui bilanci delle famiglie, costringendo troppe persone a vivere nell’incertezza o a rinunciare a trovare un’abitazione dignitosa.
A questa situazione contribuisce anche la pressione esercitata dal mercato degli affitti turistici, mentre migliaia di persone e famiglie faticano a trovare una sistemazione stabile. Nel frattempo, circa 2.100 nuclei familiari sono in graduatoria per un alloggio di edilizia residenziale pubblica (ERP). È inaccettabile che, di fronte a un bisogno abitativo così evidente, alloggi pubblici restino inutilizzati, in attesa di manutenzioni o esposti al degrado.
La casa non può essere considerata soltanto una merce: è un diritto sociale fondamentale», sottolinea il neo consigliere comunale, indicando la necessità di politiche pubbliche coraggiose, risorse adeguate e interventi concreti per restituire gli alloggi a chi ne ha bisogno, contrastare la rendita immobiliare e sostenere chi rischia di perdere la propria abitazione.
Tra le proposte avanzate da Rifondazione Comunista e Spezia Bene Comune figurano lo stop alla svendita degli alloggi ARTE e comunali e un piano straordinario per ristrutturare e assegnare rapidamente gli alloggi sfitti, utilizzando fondi europei, regionali e comunali.
Sul fronte fiscale, viene proposta una revisione della fiscalità locale per disincentivare il mantenimento delle abitazioni vuote per lunghi periodi e l’introduzione di agevolazioni IMU per i proprietari che scelgono contratti a canone concordato. Il documento propone inoltre strumenti fiscali, nei limiti delle competenze comunali e della legislazione nazionale, per destinare maggiori risorse alla manutenzione degli alloggi ERP e alle politiche abitative.
Tra gli interventi indicati figurano anche il rafforzamento del fondo per la morosità incolpevole, con l’obiettivo di aiutare le famiglie in difficoltà economica e prevenire gli sfratti, e l’attivazione di uno sportello anti-sfratti, con assistenza legale, orientamento e mediazione sociale.
Un’altra proposta riguarda l’Agenzia sociale per la casa (ASDA), per favorire il recupero degli immobili privati sfitti e la loro locazione a canone calmierato attraverso accordi con i proprietari, incentivi fiscali compatibili con la normativa vigente e garanzie per i locatori.
Serve una strategia complessiva che rimetta al centro il diritto all’abitare, il recupero del patrimonio esistente e la lotta alle disuguaglianze. Non possiamo accettare che il mercato e la rendita decidano chi abbia diritto a una casa e chi debba rimanerne escluso.
Rifondazione Comunista e Spezia Bene Comune promuovono infine un’inchiesta pubblica sulla condizione abitativa a La Spezia, invitando cittadine e cittadini, inquilini, giovani, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati a partecipare e a raccontare le proprie difficoltà attraverso un questionario. La casa è un diritto, non un privilegio.
MATTEO D’IMPORZANO
Consigliere comunale Rifondazione Comunista – Spezia Bene Comune
La Spezia, 25 ottobre 2026











