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GIOVANI COMUNISTE/I

Uno stretto coordinamento tra i GC di Savona e Imperia

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I temi sono caldi come l’estate fuori da ogni regola climatica naturale terrestre. Sono saltati tutti gli alibi che il neoliberismo si è tentato di dare agli occhi di un’opinione pubblica che vive, ormai sempre più drammaticamente, la crisi ambientale unitamente alla devastazione di interi territori con guerre, fame, carestie che fanno il paio uguale e contrario con un presunto benessere occidentale. Presunto perché a vivere sono in poche centinaia di migliaia in un continente europeo che conta oltre settecento milioni di persone. Il restante sopravvive giorno per giorno, sbarca a fatica il lunario, si vede sempre più precario e con meno diritti sociali e civili.

Le/i Giovani Comuniste/i di Savona e Imperia hanno scelto un caldo pomeriggio di luglio per ritrovarsi nella sede provinciale di Rifondazione Comunista a Lavagnola e discutere del documento politico e programmatico che intende dare una linea unitaria all’organizzazione giovanile del Partito. La presentazione, affidata ad Edoardo Casati, della Federazione di Pavia, esponente nazionale dei GC e responsabile scuola e università, muove dalle linee generali di una condizione piuttosto esplicita della crisi multilivello in cui le generazioni del nuovo millennio si trovano praticamente totalmente immersi.

La crisi strutturale di un capitalismo rapace e predatorio incide su tutti gli ambiti di vita di una quotidianità che, per quanto tentino le forze più conservatrici di staccarla dalle causa che la producono, facendo apparire il contesto come poggiante su una endemicità dal carattere ciclico, è sempre più affidata ad una incertezza che si fa di massa e che investe ogni singolo momento della giornata di ciascuno, di tutte e tutti. La discussione, infatti, si muove attorno alla unanime e riconosciuta necessità di una formazione critica delle giovani generazioni: un compito che spetta ad un partito comunista, ad una forza della sinistra di alternativa che ancora voglia dirsi ed essere tale.

Documento dei GC di Savona

Documento dei GC di Imperia

Su questo nessun dubbio: dalle scuole agli atenei, dai luoghi di lavoro a quelli culturali e sociali, se le/i Giovani Comuniste/i devono esercitare una utilità, questa deve prendere avvio dalla connessione con le realtà territoriali in cui ci si trova ad operare. Prendere contatto con i quartieri, con le ragazze e i ragazzi che ci vivono accanto per poter ascoltare ma anche per proporre. Che cosa? Una nuova formula di uscita da questo sistema omicida dei popoli, della pace, della Natura, dell’ecosistema nel suo insieme. Un capitalismo neoliberista che non è la fine della Storia, ma che rischia di essere la fine dell’esperienza umana sulla Terra se lo si lascerà agire indisturbatamente.

Per questo anche l’emendamento “vegano” al documento nazionale, viene accolto unanimente come un salto di qualità positivo che dimostra una emersione di una nuova coscienza critica nei confronti di un trattamento del resto degli esseri viventi senzienti del pianeta, parte quindi di una liberazione dal profitto che diviene anche liberazione “animale” oltre che soltanto animalmente “umana“. C’è voglia di un nuovo politico che sia soprattutto il ritrovamento di una passione che, a parole, molti dicono di aver perso, di non sentire più o di non percepire proprio: si tratta più che altro delle generazioni sconfitte, di quelle che hanno attraversato la fase berlusconiana e che oggi si ritrovano a fare i conti con quel periodo e con delle speranze anche tradite.

Le/i Giovani Comuniste/i di Savona e Imperia però ci vogliono provare: pochi ma buoni, si riconoscono le capacità per aumentare il numero dei partecipanti ad una lotta che, a partire della problematiche dei territori, va fatta pensandola nazionale, europea, globale. La mente va a quelle giornate del G8 di Genova 2001 che loro non hanno vissuto. Troppo giovani per poter stare nei movimenti di allora. Ma l’eco nemmeno poi tanto lontana dei cortei di via Tolemaide e della Fiera si fa sentire, perché ricordo, memoria, ascolto ed esempio viaggiano sullo stesso convoglio di un treno che ha una strada lunghissima da percorrere. Così, con la discussione dei documenti presentati localmente, con l’elezione dei nuovi organismi dirigenti, si chiude un pomeriggio in cui ci si conosce, ci si riconosce e si va avanti insieme…

RED.

28 luglio 2026


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